La letteratura dei santi e la storiografia riportano chiare testimonianze sul vissuto mistico di Giovanna d’ Arco. L’ eroina francese è uno dei casi più documentati e dibattuti della storia medievale e combina fatti con fenomeni estatici.
L’ analisi critica conferma che Giovanna visse esperienze appartenenti alla “scienza dello Spirito Santo” e alla pneumatologia che coinvolgono le sinestesie spirituali. Dall’età di 13 anni la giovane dichiara di udire voci e di vedere entità celestiali, confessioni che le costeranno l’orrore del processo di condanna.
La Santa identifica l ‘Arcangelo Michele, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Margherita d’Antiochia. Spiega di udire “suoni interiori“, di vedere vere e proprie apparizioni, di sentirne il profumo e l’abbraccio e di piangere alla loro partenza.

Santa Caterina d’Alessandria – Caravaggio XVI secolo – Santa Caterina d’Alessandria è storicamente la Santa della sapienza e della dialettica, colei che sconfisse i sapienti, il simbolismo gnostico è percettibile nell’opera.

Le udizioni e gli episodi sensoriali si manifestavano al suono delle campane, nei momenti di raccoglimento, nei boschi limitrofi, in chiesa.
L’ agiografia e la confessione tradizionale valutano le estasi di Giovanna d’ Arco espressione della Volontà divina che intende liberare la Francia, legando lo slancio mistico della giovane contadina alla purezza e alla obbedienza incondizionata della “Pulzella” che la interpongono al di sopra della vita mortale e dei comandanti militari dell’epoca.
STORIOGRAFIA MEDICA
Storici e neurologi hanno avanzato spiegazioni scientifiche, forme di epilessia e altre sindromi che, sebbene controverse, sono state ritenute riduttive rispetto alla complessità politica del personaggio.
Dagli atti processuali le dichiarazioni sulle estasi rilasciate dalla Santa sono tra le più analizzate e dettagliate dell’intero medioevo. Il fatto straordinario del caso di Giovanna d’Arco è che il coinvolgimento con il Sacro non la condusse ad una vita di clausura, ma ad un’azione militare senza precedenti che trasformò la mistica in un soldato.
GLI ABBRACCI DI GIOVANNA
Durante gli interrogatori del 1431 Giovanna ha fornito dettagli sorprendentemente sensoriali che descrivono il contatto fisico con le Sante come atti di realtà oggettiva.
Giovanna dichiarò di aver toccato le figure celestiali sottolineando che non si trattava di visioni astratte. L’atto di toccare, di abbracciare e di baciare era per Lei una sensazione fisica. Ai giudici che le domandavano se avesse sentito calore o la consistenza dei corpi, lei rispose “Le ho viste con i miei occhi e credo che fossero loro così fermamente come credo che Dio esista“. Giovanna descrive con commozione il momento del commiato dalle sante: “Quando partivano, piangevo e avrei voluto che mi portassero con loro“.
IL PROFUMO
Le esperienze di Giovanna rientrano nelle cosiddette sinestesie spirituali, in base alle quali la percezione di realtà immateriali che non appartiene alla dimensione terrena, si manifesta mediante la fusione di più canali sensoriali: la vista, l’udito, l’olfatto e il tatto.
Giovanna racconta che un profumo meraviglioso era nella scia delle apparizioni delle Sante, mai silenziose o buie, ma seguite da una intensa luce.
Le voci erano “belle, dolci e umili” e parlavano perfettamente la lingua francese. Particolari questi ultimi utilizzati dai giudici per accusarla di allucinazioni sataniche e di troppa familiarità con gli spiriti, dato che, secondo la teologia inquisitoria del XV secolo, non era lecito avere un contatto fisico così diretto e “carnale” con gli esseri celesti che potevano rivelarsi inganni del demonio.
LA TRAPPOLA CHE INCASTRA GIOVANNA
Il trasferimento di Giovanna in un carcere maschile fu la decisione orchestrata dal potere secolare e da quello ecclesiastico per indurre in errore la diciannovenne, decretandone in questo modo la condanna al rogo.
Imputata nel processo ecclesiastico per eresia Giovanna avrebbe avuto il diritto legale di essere detenuta in una prigione della Chiesa e sorvegliata da suore. Invece rimase nel castello di Rouen sorvegliata dai soldati inglesi, in un ambiente ostile e pericoloso. In carcere, Giovanna usava l’abito maschile per proteggersi dallo stupro. Le guardie infatti cercavano ripetutamente di molestarla e l’abito maschile rendeva l’aggressione più difficile.
Dopo l’abiura, con la quale in precedenza la Santa aveva rinegato le visioni per paura del rogo, Giovanna promise di vestire abiti femminili esponendosi però al rischio delle violenze delle guardie che la costrinsero a rimettere gli abiti maschili.
LA TRAPPOLA DELLE BRACHE DA UOMO
Non appena fu trovata nuovamente vestita “da maschio” poté essere legalmente dichiarata “relapsa”, ovvero ricaduta nell’eresia, condizione che prevedeva la consegna al braccio della morte. Quando il giudice e vescovo Pierre Cauchon le chiese perché aveva ripreso l’abito maschile, Giovanna combinò motivazioni pratiche e spirituali e disse:
“L’ho ripreso perché mi sembrava più lecito e conveniente riprenderlo, essendo tra gli uomini, che avere l’abito di donna.”
La svolta del processo avvenne tempo dopo l’abiura quando i giudici le chiesero ancora se aveva udito le voci e Giovanna rispose:
“Sì. Dio mi ha fatto sapere per mezzo di Santa Caterina e Santa Margherita la grande pietà del tradimento al quale ho acconsentito facendo quell’abiura e revoca per salvare la mia vita, e che io mi stavo dannando per salvare la mia vita.”
Aggiunse poi una dichiarazione di sfida assoluta:
“Se dicessi che Dio non mi ha inviata, mi dannerei; la verità è che Dio mi ha inviata.”
LA SODDISFAZIONE DEL VESCOVO CAUCHON
Queste parole furono cruciali perché Giovanna confessava di aver mentito durante l’abiura per scampare al rogo dichiarandosi ufficialmente ricaduta nell’errore, cioè “relapsa”.
Dicendo che le voci giungevano da Dio e che la Chiesa dei giudici l’aveva costretta a mentire, la giovane scelse alla fine di morire arsa pur di non tradire la Verità interiore.
Dopo aver constatato il cambio d’abito, Cauchon esclamò trionfante ai comandanti inglesi: “Fare-well, il est fait ! ” – Addio, è fatta ! -. L’ obiettivo politico di eliminare fisicamente la “Pulzella” era stato finalmente raggiunto.
GIOVANNA d’ ARCO NELLO GNOSTICISMO CRISTIANO
L’ attribuzione della “categoria” pneumatica a Giovanna d’ Arco è un’operazione che trova punti di contatto nella storia, nella letteratura agiografica e nell’arte sacra
La Pulzella di Orleans possiede la Gnosi, la conoscenza che consente ad una umile contadina di fare a meno dello studio o dei decreti della Chiesa grazie alla relazione diretta con la divinità.
Nei verbali del processo Giovanna afferma con fermezza: “Lo so per le mie voci” e dimostra una sicurezza ricettiva che accantona ogni mediazione teologica e sensitiva.

Il rifiuto di sottomettersi al giudizio della “Chiesa militante”, dei dotti e dei clerici a vantaggio della “Chiesa trionfante” di Dio, dei Santi e degli invisibili, si rivela l’atteggiamento tipico del pneumatico che risponde soltanto alla Sacra Trinità pleromatica.
Giovanna sceglie l’abito maschile, il taglio di capelli corto, mantiene una castità assoluta e anche per questo divenne la “Pulzella”. La virilità apparente non è soltanto un espediente militare, ma il segno esteriore dell’anima che ha superato la dualità di maschio e di femmina e si riveste di un compito spirituale.
Giovanna dichiara di non appartenere al mondo della corte e della guerra, ma di desiderare di tornare “da suo padre e sua madre” oltre a voler seguire le Sante nel Loro Regno. Questa frase è la più vicina alla sensibilità gnostica. Descrive il dolore del risvegliato che, dopo aver intravisto la pienezza del Pleroma, rimane nella prigione del mondo e del corpo soprattutto materiale.
Il riferimento ai genitori è in grado di ricalcare un linguaggio codificato o finanche una infedele ricostruzione storica per evidenziare la propria origine spirituale contrapposta a quella biologica. Il profumo e la luce che descrive riflettono i tratti distintivi del Pleroma che squarciano il velo attorno al mondo conosciuto.
Nonostante Giovanna sia stata cattolica fedele, la sua struttura psicologica e spirituale è dunque sovrapponibile al modello gnostico. La giovane riflette l’individuo risvegliato che, avendo in tasca una verità superiore, entra in conflitto con l’organigramma della Chiesa istituzionale e con il potere politico e militare del suo tempo.
Author: V
L’ immagine di copertina è edificata con tecnologia I.A. e non ha corrispondenza alcuna con persone o cose.



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